Ci sono portafogli che circolano da decenni negli ambienti di finanza personale, con nomi quasi mitologici: Permanent Portfolio, Golden Butterfly, All Seasons. Non sono prodotti da comprare, sono ricette di allocazione, pensate da persone diverse in decenni diversi con lo stesso obiettivo dichiarato: reggere bene in qualsiasi scenario economico, senza dover indovinare quale scenario arriverà.

Permanent Portfolio: la ricetta più semplice

Ideato dall’investitore e scrittore Harry Browne negli anni ’80, il Permanent Portfolio si basa su un’idea quasi disarmante nella sua semplicità: dato che non sai mai in anticipo se l’economia sarà in crescita, recessione, inflazione o deflazione, costruisci un portafoglio con una porzione uguale per ciascuno di questi scenari.

Asset Peso Scenario in cui protegge
Azionario 25% Crescita economica
Obbligazioni a lunga scadenza 25% Deflazione, tassi in calo
Oro 25% Inflazione elevata
Liquidità 25% Recessione, crisi acuta

La logica è che in ogni momento almeno una delle quattro componenti sta facendo bene, ammortizzando le altre. Il prezzo di questa protezione è un rendimento atteso più basso nel lungo periodo rispetto a un portafoglio quasi interamente azionario, in cambio di oscillazioni molto più contenute.

Golden Butterfly: la variante che aggiunge crescita

Il Golden Butterfly, sviluppato più recentemente dalla comunità di analisi indipendente Portfolio Charts, parte dallo stesso principio del Permanent Portfolio ma sostituisce la quota di liquidità con un’esposizione azionaria più mirata, dividendo la componente azionaria in due blocchi:

Asset Peso
Azionario ampio (total market) 20%
Azionario value a piccola capitalizzazione 20%
Obbligazioni a lunga scadenza 20%
Oro 20%
Liquidità 20%

L’obiettivo dichiarato di questa variante è mantenere la stessa filosofia difensiva del Permanent Portfolio, alzando leggermente il potenziale di rendimento grazie alla componente value a piccola capitalizzazione, storicamente tra i segmenti azionari con i premi di rendimento più documentati nella letteratura accademica, pur restando uno dei cinque blocchi più piccoli e non l’intero portafoglio.

All Seasons: l’interpretazione resa popolare da Tony Robbins

L’All Seasons è la versione più conosciuta al grande pubblico, resa popolare dal libro “Money: Master the Game” di Tony Robbins, che la presenta come un’interpretazione semplificata (in versione accessibile a un investitore retail) dei principi di risk parity di Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates. È importante la precisazione: non è il portafoglio istituzionale “All Weather” effettivamente gestito da Bridgewater, di cui i pesi esatti non sono mai stati resi pubblici, ma un’approssimazione costruita sugli stessi principi.

Asset Peso
Azionario 30%
Obbligazioni a lunga scadenza 40%
Obbligazioni a media scadenza 15%
Oro 7,5%
Materie prime 7,5%

A differenza dei primi due, l’All Seasons è fortemente sbilanciato verso le obbligazioni (55% complessivo tra lunga e media scadenza), il che lo rende storicamente più sensibile ai rialzi dei tassi d’interesse rispetto al Permanent Portfolio o al Golden Butterfly, un limite emerso con chiarezza nel 2022, quando sia azionario che obbligazionario sono scesi insieme.

Le differenze che contano davvero

Il Permanent Portfolio è il più semplice da replicare e il più prevedibile nella logica, ma è anche quello con il potenziale di crescita più contenuto nel lunghissimo periodo, per via della quota di liquidità che non genera quasi nulla. Il Golden Butterfly cerca un compromesso, sacrificando parte della semplicità originale per un potenziale di rendimento leggermente superiore. L’All Seasons scommette di più sulle obbligazioni, un’impostazione che ha funzionato molto bene nei decenni di tassi in calo (dagli anni ’80 al 2021) ma che si è mostrata più fragile nel nuovo contesto di tassi più alti degli ultimi anni.

Nessuno dei tre è “il migliore” in assoluto: sono tre risposte diverse alla stessa domanda (come proteggersi dall’incertezza sullo scenario economico futuro), con compromessi diversi tra semplicità, potenziale di rendimento e sensibilità ai tassi d’interesse.

Un limite comune da conoscere

Tutti e tre questi portafogli nascono su dati di mercato e strumenti (in particolare l’oro e le obbligazioni a lunga scadenza USA) pensati in un contesto americano. Replicarli con strumenti UCITS armonizzati disponibili in Europa è possibile, ma richiede attenzione a valuta, copertura del cambio e disponibilità effettiva di ETF che replichino fedelmente ciascuna componente, in particolare per le obbligazioni a lunga scadenza e le materie prime, segmenti meno coperti da ETF armonizzati rispetto all’azionario.

Cosa fare da qui

Prima di scegliere una di queste tre strutture, chiediti cosa stai davvero cercando di proteggere: se è la volatilità nel breve periodo, il Permanent Portfolio è la scelta più diretta. Se cerchi un compromesso con un rendimento atteso leggermente più alto, il Golden Butterfly è il passo successivo. Se ti convince l’impostazione di Dalio ma vuoi un’esposizione azionaria più robusta rispetto a Permanent Portfolio, l’All Seasons è l’opzione, con la consapevolezza del suo punto debole nei periodi di tassi in salita.

Trovi la versione sintetica di questo articolo nel carosello dedicato ai portafogli leggendari su Instagram.

Questo articolo ha uno scopo educativo e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di investimento su prodotti specifici. Le allocazioni riportate sono quelle originarie storicamente attribuite a ciascun portafoglio: prima di replicarle, verifica la disponibilità di strumenti armonizzati equivalenti e valuta l’adeguatezza rispetto al tuo profilo di rischio.

Fonti

  1. OptimizedPortfolio, Portfolio Charts — allocazioni Permanent Portfolio e Golden Butterfly
  2. Tony Robbins, "Money: Master the Game" — allocazione All Seasons (approssimazione retail dei principi di Ray Dalio)
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