Quale debito paghi prima: quello con il tasso più alto, o quello che sparisce prima dal tuo estratto conto? Sembra una domanda tecnica, ma dentro c’è uno scontro vero tra matematica e psicologia, ed è il cuore di questo articolo.
Prima però serve chiarire una cosa che si dà troppo spesso per scontata: non tutti i debiti sono uguali, e “buono” o “cattivo” non dipende solo dal tasso.
Cos’è davvero un debito buono (e uno cattivo)
Il criterio non è il numero sull’estratto conto, è cosa quel debito finanzia.
Un debito è tendenzialmente buono quando finanzia qualcosa che si apprezza nel tempo, o che aumenta la tua capacità di generare reddito, a un tasso sostenibile rispetto a quel beneficio. Il mutuo prima casa è l’esempio classico: tassi storicamente contenuti, un bene che nel lungo periodo tende a mantenere o aumentare valore, e una funzione (avere un tetto) che altrimenti pagheresti comunque con l’affitto. Un prestito per una formazione che alza concretamente il tuo stipendio rientra nella stessa categoria, a patto che il costo del prestito sia proporzionato all’aumento di reddito atteso.
Un debito è cattivo quando finanzia consumo che si deprezza subito, spesso a un tasso alto: una carta revolving usata per uno smartphone, un prestito al consumo per una vacanza, uno scoperto di conto che si trascina di mese in mese. Il bene sparisce (o perde valore) molto più in fretta di quanto tu debba continuare a pagarlo.
C’è una zona grigia, ed è quella su cui si scivola più spesso: un debito “buono” sulla carta (un prestito auto, ad esempio, perché ti serve per lavorare) diventa cattivo se il tasso non è sostenibile rispetto al tuo reddito, o se hai scelto la soluzione più comoda invece che quella più economica. Il tipo di bene finanziato conta, ma senza guardare il tasso reale la distinzione resta teorica.
Quanto costano davvero i debiti in Italia oggi
Qui i numeri contano più delle etichette. Due fonti diverse, entrambe verificate: i tassi di mercato praticati alle famiglie (comparatori online) e i tassi soglia di legge (Ministero dell’Economia, su rilevazione Banca d’Italia).
| Tipo di debito | TAEG indicativo | Periodo di riferimento |
|---|---|---|
| Mutuo prima casa, tasso fisso (150.000 € / 30 anni) | 2,87% - 4,71% | Inizio luglio 2026 |
| Mutuo prima casa, tasso variabile (stessa simulazione) | 2,04% - 3,80% | Inizio luglio 2026 |
| Prestito personale (10.000 € / 60 mesi) | 7,38% - 13,64% | Inizio luglio 2026 |
| Credito al consumo, media di mercato sulle nuove erogazioni | 10,19% | Gennaio 2026 |
| Credito personale, tasso medio TEGM rilevato da Banca d’Italia | 11,32% (soglia di legge: 18,15%) | II trimestre 2026 |
| Carta di credito revolving, tasso medio TEGM rilevato da Banca d’Italia | 16,07% (soglia di legge: 24,07%) | II trimestre 2026 |
Le ultime due righe non sono offerte commerciali, sono i dati ufficiali con cui il Ministero dell’Economia fissa trimestralmente il limite oltre il quale un tasso è per legge usurario (il tasso soglia si calcola come TEGM moltiplicato 1,25 più 4 punti percentuali). Il punto è che anche restando ampiamente dentro la legalità, un intermediario può applicare su una carta revolving un tasso doppio rispetto a un prestito personale, e quasi sei volte un mutuo a tasso fisso. La distanza tra la prima riga e le ultime due non è un dettaglio da manuale: è la ragione per cui “accendere un debito” non significa niente finché non specifichi quale.
Un avvertimento necessario su questa tabella: i tassi si muovono, in questo periodo anche piuttosto rapidamente (la BCE ha alzato i tassi l’11 giugno 2026, la prima volta dal 2023, e la riunione del 23 luglio potrebbe portare un altro rialzo). I tassi soglia del terzo trimestre 2026 sono già stati fissati con decreto MEF del 23 giugno 2026, ma non ho verificato i valori esatti riga per riga: quelli riportati sopra sono i dati ufficiali del secondo trimestre 2026, l’ultimo per cui ho controllato la tabella completa. Se stai leggendo questo articolo a distanza di mesi dalla pubblicazione, verifica comunque i tassi aggiornati sul sito del Dipartimento del Tesoro prima di usarli per decidere qualcosa.
Il criterio pratico: tre domande, non una sola
Prima di accendere (o valutare se estinguere) un debito, tre domande fanno quasi tutto il lavoro.
Il bene o servizio che sto finanziando si apprezza, o aumenta la mia capacità di reddito futuro? Se la risposta è no, e stai comunque valutando un debito, il tasso deve essere il più basso possibile perché non c’è nessun ritorno che lo compensi.
Il tasso è sostenibile rispetto al mio reddito attuale, non a quello che spero di avere tra un anno? Una rata che oggi è gestibile solo “se va tutto bene” è già un problema, prima ancora di guardare cosa finanzia.
Ho davvero confrontato le alternative, o ho scelto la prima opzione perché era la più comoda? Il prestito proposto direttamente dal concessionario auto, o la carta revolving attivata al volo in cassa, quasi sempre costano più di un prestito personale confrontato con calma. La comodità ha un prezzo, ed è spesso più alto di quanto sembri al momento della firma.
Avalanche vs Snowball: i due metodi per liberarsi dai debiti
Se hai più di un debito attivo, la domanda successiva è: quale attacchi prima con i soldi che riesci a mettere da parte oltre alle rate minime?
Ci sono due strategie, ed entrambe funzionano, solo che ottimizzano cose diverse.
Il metodo Avalanche ordina i debiti dal tasso più alto al più basso, e destina ogni euro extra al debito più caro, mantenendo solo le rate minime sugli altri. È la strategia matematicamente ottimale: minimizza gli interessi totali pagati.
Il metodo Snowball ordina i debiti dal saldo più basso al più alto, indipendentemente dal tasso, e attacca prima il debito più piccolo. Paghi qualcosa in più di interessi nel complesso, ma chiudi il primo debito molto prima, ed è un vantaggio psicologico reale: vedere un debito azzerato del tutto è un rinforzo motivazionale che nessuna tabella di ammortamento riesce a dare.
L’esempio numerico
Prendiamo una situazione con tre debiti attivi, tassi realistici e coerenti con la tabella sopra (la carta revolving all’esempio è vicina alla soglia di usura reale del 24,07% vista prima, ben oltre la media di mercato del 16,07%), e 250 € al mese di budget extra oltre alle rate minime obbligatorie.
| Debito | Saldo | Tasso annuo | Rata minima mensile |
|---|---|---|---|
| Carta revolving | 4.000 € | 21,9% | 120 € |
| Prestito auto | 8.000 € | 8% | 195,30 € |
| Piccolo prestito personale | 1.200 € | 12% | 73,18 € |
| Totale | 13.200 € | 388,48 € |
Con 388,48 € di rate minime più 250 € di extra, il budget mensile totale destinato ai debiti è 638,48 €.
Ho simulato mese per mese entrambe le strategie, applicando l’extra sempre al debito target e lasciando che, una volta estinto un debito, la sua rata minima si liberi e vada ad aggiungersi all’attacco sul successivo. Questi sono i risultati:
| Metodo | Ordine di attacco | Primo debito azzerato | Tempo totale per azzerare tutto | Interessi totali pagati |
|---|---|---|---|---|
| Avalanche | Revolving (21,9%) → Prestito personale (12%) → Auto (8%) | Mese 13 (revolving) | 28 mesi | 1.562,36 € |
| Snowball | Prestito personale (1.200 €) → Revolving (4.000 €) → Auto (8.000 €) | Mese 4 (prestito personale) | 30 mesi | 1.770,44 € |
Avalanche costa 208,08 € in meno di interessi e chiude tutto due mesi prima. Snowball, in cambio, dà la prima vittoria già al quarto mese invece che al tredicesimo.
Quale scegliere dipende da un fattore che nessun foglio di calcolo può misurare per te: quanto la tua costanza regge nel tempo senza un rinforzo visibile. Se sei una persona che tiene il piano anche senza gratificazioni intermedie, Avalanche è la scelta più economica, punto. Se in passato hai iniziato piani di rientro dal debito e li hai abbandonati dopo qualche mese perché “non si vedeva la fine”, Snowball, anche se costa qualche decina di euro in più, può essere la strategia che effettivamente porti a termine, e un piano completato batte un piano perfetto abbandonato a metà.
Come applicarlo al tuo caso
Elenca ogni debito attivo con saldo residuo, tasso e rata minima, esattamente come nella tabella sopra. Calcola quanto puoi destinare in più oltre alle rate minime obbligatorie, anche una cifra piccola: 50 € al mese fanno una differenza enorme su un orizzonte di due o tre anni. Scegli il metodo in base a quello che sai di te stesso, non a quello che “dovresti” fare secondo la teoria. Poi automatizza: un bonifico ricorrente verso il debito target, così la scelta non dipende dalla tua forza di volontà mese per mese.
Un’ultima cosa da tenere a mente: entrambi i metodi presuppongono che tu non stia continuando ad accumulare nuovo debito cattivo mentre estingui quello vecchio. Se la carta revolving del nostro esempio continuasse a essere usata per nuove spese ogni mese, nessuna strategia di rimborso reggerebbe.
Quando ha senso il consolidamento debiti
Se hai più prestiti a tasso alto e frammentati, un consolidamento (un unico prestito, a un tasso più basso della media di quelli esistenti, che li chiude tutti) può semplificare la gestione e ridurre gli interessi complessivi. Ha senso solo se il nuovo tasso è effettivamente più basso della media ponderata di quelli attuali, e solo se non diventa un pretesto per allungare la durata complessiva del debito senza reale convenienza. Va valutato caso per caso, con un confronto numerico preciso tra le condizioni attuali e quelle della nuova proposta: non è una soluzione automaticamente migliore solo perché “unifica tutto in una rata”.
Cosa fare da qui
Il primo passo è la tabella che hai visto sopra: elenca i tuoi debiti reali, con i loro tassi reali, non stime a memoria. Poi scegli il metodo, Avalanche se punti al risparmio massimo, Snowball se hai bisogno di vittorie rapide per restare motivato. In entrambi i casi, il vero nemico non è la strategia sbagliata, è continuare ad accumulare debito cattivo mentre provi a togliertelo di dosso.
Trovi la versione sintetica di questo articolo nel carosello dedicato al tema debito buono e debito cattivo su Instagram.
Questo articolo ha uno scopo educativo e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o legale personalizzata. I tassi citati sono aggiornati alla data di pubblicazione, si muovono nel tempo (compresi i tassi soglia di usura, aggiornati ogni trimestre dal MEF) e vanno sempre riverificati alle fonti ufficiali prima di prendere decisioni. La simulazione Avalanche/Snowball usa tassi rappresentativi coerenti con i dati di mercato riportati, non tariffe di un prodotto specifico: prima di applicarla al tuo caso, sostituisci i numeri con quelli reali dei tuoi debiti.
Fonti
- Banca d'Italia / MEF, tassi soglia usura II trimestre 2026 — dt.mef.gov.it/it/attivita_istituzionali/sistema_bancario_finanziario/anti_usura/categorie_creditizie/
- Facile.it, tassi prestiti personali, 2 luglio 2026 — facile.it/prestiti/news/offerte-prestiti-personali-luglio-2026.html
- Mutui.it, media tassi mutuo, 1 luglio 2026 — mutui.it/news/media-tassi-mutuo-luglio-2026.html
